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Pratica forense: ecco le novità introdotte dal decreto scuola

Pratica forense: ecco le novità introdotte dal decreto scuola

Sono molti i praticanti avvocati che in questo interminabile periodo di lock down si stanno interrogando circa il loro futuro: come farò, in un semestre che vede termini processuali sospesi e rinvii fino al 3 giugno, a garantire la mia presenza in almeno 20 udienze, come imposto dal vademecum della pratica forense? Mi sarà data ugualmente la possibilità di sostenere, nel Dicembre 2020, l’esame di abilitazione alla professione legale?

Queste sono solo alcune delle principali preoccupazioni manifestate dai giovani tirocinanti che ultimeranno nei prossimi mesi il periodo di pratica obbligatoria.

Bene, dopo settimane di silenzio, finalmente sono giunte dal Governo le risposte sperate.

Il Decreto legge n. 22/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 aprile, oltre a disporre le misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico, ha fornito delucidazioni in merito ai tirocini e agli esami di abilitazione alla professione legale.

L’art. 6, III comma, del suddetto decreto ha previsto, innanzitutto, che il semestre di tirocinio professionale all'interno del quale ricade il periodo di sospensione delle udienze, dovuto   all'emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del COVID-19, si considererà svolto positivamente anche nel caso in cui il praticante non abbia assistito al numero minimo di udienze stabilito dall’art.8, comma 4, del D.M. n. 70/2016.

Grazie a tale disposizione, i tirocinanti potranno conseguire regolarmente i diciotto mesi di pratica obbligatoria, requisito necessario per l’ammissione all’esame di abilitazione che, dunque, non sarà compromesso.

Ma c’è di più. Gli studenti di Giurisprudenza che conseguiranno la laurea entro il 15 giugno 2020, potranno sostenere l’esame di abilitazione nella sessione prevista per Dicembre 2021.

Ed infatti, il Decreto legge n. 22/2020 riduce a sedici mesi la durata del tirocinio professionale di cui al Capo I del Titolo IV della legge 31 dicembre 2012, n. 247, “per i tirocinanti che hanno conseguito la laurea in Giurisprudenza nella sessione di cui all'articolo 101, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”, il cui termine è stato prorogato, per l’appunto, fino al 15 giugno 2020.

Una domanda che attualmente resta ancora priva di risposta concerne, invece, le modalità di prosecuzione dei tirocini presso gli studi legali.

Dal 4 maggio cosa succederà ai praticanti? Potranno riprendere la propria attività formativa presso il loro dominus? O saranno consentiti metodi di formazione a distanza?

Si dovrebbe fare chiarezza al riguardo, soprattutto per garantire piena tutela ad una categoria attualmente debole, poiché priva di un contratto di lavoro; una categoria destinata a non percepire alcun corrispettivo, che non ha obblighi negoziali e, di conseguenza, appare sprovvista di comprovate necessità di lavoro che giustifichino i suoi spostamenti e la sua esposizione in una situazione ancora emergenziale. I praticanti hanno il diritto di ricevere una formazione, ma devono poterlo fare in sicurezza, e speriamo che arrivino finalmente risposte in merito.

Di: Valentina Trifarò

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