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Incentivi ristrutturazioni edilizie: il bonus facciata con le novità della legge di bilancio 2020

Incentivi ristrutturazioni edilizie: il bonus facciata con le novità della legge di bilancio 2020

Quali sono i bonus previsti nella legge di bilancio 2020?

Il bonus facciata rappresenta una delle cinque misure di incentivazione previste dalla nuova legge di bilancio 2020 “legge 27 dicembre 2019, n. 160, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre2019” che proroga, in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, le detrazioni fiscali sia per l’efficienza energetica degli edifici sia per le ristrutturazioni. Invero, il meccanismo delle detrazioni fiscali è stato introdotto per la prima volta con la legge 27 dicembre 2006 n. 296 e prevedeva detrazioni nella misura del 55% della spesa sostenuta per interventi mirati al contenimento dei consumi energetici.

Col passare degli anni il sistema delle detrazioni fiscali si è notevolmente ampliato attraverso nuove e differenti forme di incentivazione. Tra le novità l’incremento della percentuale di detrazione, fino ad un massimo del 90% nel caso del bonus facciate. Difatti, la nuova Legge di Bilancio 2020, prevede ben cinque misure di incentivazione:

  • Bonus casa
  • Ecobonus
  • Sisma bonus
  • Bonus Facciate
  • Conto termico

Le prime quattro agevolazioni si configurano sotto forma di detrazioni fiscali, mentre l’ultima è un contributo finanziario dedicato principalmente alle P.A. Queste misure di sostegno possono essere utilizzate singolarmente o abbinate tra di loro, ma ogni intervento può accedere a una sola agevolazione.

Oggi incentreremo l’attenzione sul BONUS FACCIATA per capire cos’è, a chi è destinato e quali sono gli interventi ammissibili.

Che cos’è e a chi è destinato?

Il “bonus facciate” è il nuovo sconto fiscale per il restauro e il recupero degli edifici. Prevede una detrazione fiscale del 90% per tutti gli interventi che interessano le strutture opache della facciata (muri esterni) compresi i balconi (spesso caratterizzati dal pericoloso fenomeno di distacco e caduta di frammenti dell’intonaco), ornamenti e fregi, senza un limite massimo di spesa.

La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo, nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Per avere diritto al bonus è necessario che gli immobili ricadano nelle zone A e B - indicate nel Decreto ministeriale n.1444/1968 - o in zone a queste assimilabili, come da regolamenti edilizi comunali (agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale ovvero parti del territorio totalmente o parzialmente edificate che non ricadono nella zona A).

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti - anche se titolari di reddito d’impresa - e che possiedono a qualsiasi titolo (usufrutto, uso, abitazione o superficie) l’immobile oggetto di intervento, a patto che il suddetto titolo sia regolarmente registrato al momento dell’inizio dei lavori o al momento di sostenimento delle spese.

Possono altresì fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi, anche i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e i conviventi di fatto - ai sensi della legge n. 76/2016 – a patto che, anche in questo caso, la convivenza sussista alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese.

Per questi contribuenti la detrazione può essere applicata su un immobile anche diverso da quello destinato a abitazione principale e nel quale potrà esplicarsi la convivenza. Tale beneficio decade nel momento in cui gli interventi siano destinati ad immobili già occupati (locati o concessi in comodato) o strumentali alle attività di impresa, arte o professione.

Sono invece esclusi tutti i soggetti aventi redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva ovvero i professionisti e le attività di impresa che aderiscono al regime forfettario, a meno che quest’ultimi possiedano redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo.

Quali sono gli interventi agevolabili?

In sostanza l’agevolazione copre tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile e, solo se visibili dalla strada, anche sulle facce interne (es. chiostri, cavedi, cortili e spazi interni). 

A titolo esemplificativo, gli interventi agevolabili possono sintetizzarsi come segue:

  • consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, riferiti esclusivamente alla struttura opaca verticale;
  • pulitura e tinteggiatura della superficie;
  • rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e fregi;
  • lavori riconducibili al decoro urbano quali grondaie, pluviali, parapetti, cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata;

Sono detraibili anche tutte le spese relative ai costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi (installazione di ponteggi, smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori, l’iva, l’imposta di bollo, ecc.) nonché i costi di progettazione e altre prestazioni professionali connesse (sopralluoghi, perizie, pratiche edilizie, ecc.).

Con il Bonus facciata è possibile portare a detrazione anche interventi di efficientamento energetico (cappotto termico) che interessano oltre il 10 % della superficie lorda disperdente dell’edificio a condizione che rispettino i “requisiti minimi” previsti dal decreto “Ministro dello Sviluppo economico del 26 giugno 2015” e, i valori di trasmittanza termica della superficie, rientrino in quelli riportati nell’Appendice B all’allegato 1 del succitato decreto e nell’Allegato B alla Tabella 2 del decreto ministeriale dell’11 marzo 2008 – aggiornato al D.M. del 26 gennaio 2010.

Solo per gli interventi di efficienza energetica bisognerà obbligatoriamente inviare all’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente), entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati. In questo caso diventa dunque indispensabile il supporto di un tecnico abilitato che dimostri, attraverso un’analisi delle prestazioni energetiche (APE - Attestato di Prestazione Energetica), il rispetto dei requisiti su esposti e asseveri la corrispondenza alle norme degli interventi eseguiti.

Di: Claudia Allevato

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