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Emergenza Covid-19: nel “Decreto Rilancio” il Pagamento dei debiti degli Enti Locali, delle Regioni e delle Province Autonome

Emergenza Covid-19: nel “Decreto Rilancio” il Pagamento dei debiti degli Enti Locali, delle Regioni e delle Province Autonome

Manca ormai davvero poco al 18 maggio, giorno in cui partirà ufficialmente il vivo della fase 2 con la riapertura graduale di molte attività, nella speranza che l’Italia possa ritrovare una nuova linfa, un nuovo impulso per una necessaria ripresa. Proprio per aiutare il Paese ad uscire dall'emergenza economica creata dal coronavirus il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 45 del 13 maggio, ha varato il cosiddetto “Decreto Rilancio”.

Tra gli interventi normativi previsti dal decreto si richiamano l’art. 124 e l’art. 125, relativi all’istituzione di un fondo e il conseguente pagamento dei debiti degli enti locali, delle regioni e delle province autonome.

La disposizione, così come previsto nella relazione illustrativa al decreto, consente di attivare anticipazioni di liquidità a favore degli enti territoriali, destinate ad accelerare il pagamento dello stock di debiti, maturati sino al 31 dicembre 2019, nei confronti dei propri fornitori di beni e servizi.

In sostanza, l’obiettivo principale di tale misura è quello di dare un nuovo impulso al pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, favorendo la disponibilità di liquidità per tutte quelle imprese che si trovano a dover richiedere prestiti, nonostante vantino crediti nei confronti di tali enti pubblici, con benefici per l’intero sistema economico nazionale. Tra gli altri obiettivi, tale misura, che ricalca lo sblocca-debiti del 2013, ha quello di cancellare circa il 70% dei debiti commerciali scaduti della pubblica amministrazione locale.

Per il pagamento delle fatture dei fornitori della pubblica amministrazione l’art. 124 del decreto, ha istituito un fondo da 12 miliardi articolato in due sezioni: 8 miliardi andranno a Regioni, Province e Comuni e saranno destinati al pagamento dei debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari; 4 miliardi andranno a Regioni e Province Autonome (precisamente alle Aziende Sanitarie Locali) e saranno destinati al pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili del servizio sanitario.

Ora vediamo nel dettaglio cosa dispone la norma relativa all’anticipazione di liquidità

 

Per quali tipologie di debiti è possibile fare ricorso alle anticipazioni di liquidità?

È possibile fare ricorso all’anticipazione di liquidità per tutti quei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati al 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti ed a obbligazioni per prestazioni professionali. In presenza di debiti fuori bilancio l’anticipazione di liquidità è subordinata al loro riconoscimento formale. Mentre, l’adesione all’anticipazione di liquidità, deve essere presentata alla Cassa Depositi e Prestiti, nel periodo tra il 15 giugno e il 7 luglio 2020, previa adozione di un’apposita delibera della Giunta dell’ente.

 

Quali sono le caratteristiche dell’anticipazione di liquidità?

L’anticipazione di liquidità è destinata a superare temporanee carenze di liquidità, per effettuare pagamenti relativi a spese per le quali è già prevista idonea copertura di bilancio, escludendo che si configuri una disponibilità di risorse aggiuntive per l’ente che vi ricorre. Pertanto, le anticipazioni non costituiscono indebitamento ai sensi dell’articolo 3, comma 17, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Gli Enti, una volta perfezionato il contratto di anticipazione, sono tenuti ad adeguare gli stanziamenti del proprio bilancio di previsione, secondo quanto previsto dal paragrafo 20-bis del principio applicato della contabilità finanziaria di cui all’allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Infine, il comma 2, prevede che il fondo anticipazione di liquidità disciplinato dal richiamato paragrafo 20-bis del principio applicato della contabilità finanziaria, possa essere utilizzato anche dagli enti in disavanzo.

 

Come comportarsi per accedere all’istituto dell’anticipazione di liquidità?

Per accedere alla misura è necessario procedere alla presentazione della domanda di anticipazione, cui vanno allegati: una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale dell'ente richiedente, contenente l'elenco dei debiti da pagare con l'anticipazione, redatta utilizzando il modello generato dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni (PCC) e un’attestazione di copertura finanziaria delle spese concernenti il rimborso delle rate di ammortamento, verificata dall'organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile.

 

Quali sono i tempi e le modalità di concessione delle anticipazioni di liquidità?

L'anticipazione è concessa, entro il 24 luglio 2020 a valere sulla “Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e delle regioni e province autonome per debiti diversi da quelli finanziari e sanitari", il cui importo per ogni ente è determinato proporzionalmente alle richieste presentate nell’ambito delle risorse disponibili, per singola quota (una assegnata alle regioni e province autonome, l’altra agli enti locali), con possibilità di utilizzare le risorse rimaste inutilizzate nell’ambito di quelle assegnate a una quota, qualora se ne manifesti l’esigenza nell’altra.

 

Con quali modalità e in quali tempi andrà restituita l’anticipazione di liquidità?

L’anticipazione di liquidità andrà restituita mediante un piano di ammortamento che decorre dal 2022, a rate annuali con scadenza entro il 31 ottobre di ciascun anno, per un massimo di 30 anni, ad un tasso d’interesse pari al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro a 5 anni in corso di emissione.

 

Cosa accade in caso di mancato pagamento delle rate di ammortamento da parte degli enti?

Per le rate di ammortamento eventualmente non corrisposte da comuni, province e città metropolitane il recupero verrebbe effettuato dall’Agenzia delle Entrate in sede di riversamento di specifiche entrate tributarie di competenza dell’ente inadempiente. Mentre, per le regioni e province autonome, il recupero opererebbe direttamente a valere sulle giacenze disponibili sui conti aperti presso la tesoreria statale e intestati agli enti.

 

Quali sono i tempi e le modalità di utilizzo dell’anticipazione di liquidità?

Gli enti sono tenuti a estinguere i debiti per i quali hanno richiesto l’anticipazione, entro 30 giorni dalla sua erogazione. La verifica del pagamento è affidata alla Cassa Depositi e Prestiti, che vi provvede attraverso le funzionalità della PCC. Inoltre, è previsto che gli enti, una volta completato il pagamento dei debiti, restituiscano l’eventuale quota di anticipazione non utilizzata, a parziale estinzione dell'anticipazione concessa, alla prima scadenza di pagamento della rata di ammortamento del prestito. Si precisa, che il mancato rispetto delle norme di cui ai commi 7 e 8 dell’art. 125 è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare.

 

Cosa succede per quegli enti che hanno fatto ricorso all’anticipazione di liquidità ai sensi dell’art. 1 c. 556 della L. 160/2019?

Tenuto conto che per la stessa tipologia di debiti, con la legge di bilancio 2020 era stata prevista la possibilità per gli enti territoriali di fare ricorso ad anticipazioni di liquidità, finanziate da banche, intermediari finanziari, Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e istituzioni finanziarie dell'Unione Europea, da restituire entro la fine dell’esercizio, la norma prevede che i comuni, le province, le città metropolitane, le regioni e le province autonome possono utilizzare le anticipazioni anche per estinguere l’importo in linea capitale delle anticipazioni autorizzate dall’articolo 1, comma 556 legge di bilancio 27 dicembre 2019 n. 160.

Di: Fabrizio Martire

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