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Decreto Rilancio: Reddito di Emergenza ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica

Decreto Rilancio: Reddito di Emergenza ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica

Dopo mesi di proteste da parte delle numerose famiglie in difficoltà, gravemente colpite dalla crisi finanziaria derivata dall’emergenza COVID-19, il Governo, lo scorso 13 maggio, ha finalmente emanato il c.d. “Decreto Rilancio”, prevedendo l’erogazione di un reddito di emergenza a favore dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica.

Il D.L. Rilancio, con i suoi 255 articoli, ha lo scopo di risollevare le sorti del Paese, mediante il riconoscimento di agevolazioni settorializzate e l’adozione di misure atte a velocizzare la ripresa finanziaria.

Nell’ambito delle misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali, rientra l’erogazione di un sussidio al reddito, denominato “reddito di emergenza” (o REM), destinato alle famiglie che – private della loro occupazione o costrette a tenere chiusa la propria attività durante il lungo periodo di lockdown – date le ingenti perdite reddituali subite, necessitano, ora più che mai, di un sostegno economico.

A chi spetta il Reddito di Emergenza? Naturalmente non a tutte le famiglie, ma solo ai nuclei familiari che, al momento della domanda, siano in possesso, cumulativamente, dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
  • un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore all’importo del sussidio spettante;
  • patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20mila euro (se in famiglia è presente un componente in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE, il massimale è incrementato di 5mila euro);
  • un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000.
 

Le domande per il Reddito di Emergenza (vi è un apposito modello da compilare) devono essere presentate all’INPS (o presso CAF e patronati) entro il mese di giugno 2020; il beneficio verrà erogato in due quote, ciascuna determinata in un ammontare pari a 400 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini Isee.

Il Reddito di Emergenza è incompatibile con:

  • le indennità Covid previste dal decreto “Cura Italia”;
  • il Reddito di Cittadinanza o misure analoghe;

Il REM, inoltre, non risulta compatibile con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che, al momento della domanda siano:

  • titolari di pensione diretta o indiretta (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità);
  • titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore all’importo del sussidio spettante;

Non hanno, altresì, diritto al Reddito di Emergenza i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonché coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica.

Ai fini dell’erogazione del sussidio è stato autorizzato un determinato limite di spesa, che per il 2020 è pari a 954,6 milioni di euro (Fondo per il Reddito di emergenza); superato tale importo, non sarà possibile stanziare ulteriori fondi per l’anno in corso.

Di: Valentina Trifarò

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