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Decreto Rilancio: Credito d'imposta per locazione di immobili ad uso non abitativo

Decreto Rilancio: Credito d'imposta per locazione di immobili ad uso non abitativo

Dopo ben due mesi di lockdown, la fase 2 segna finalmente l’inizio di una ripresa tanto necessaria, quanto difficile per il nostro Paese, devastato dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il Decreto “Rilancio”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 maggio, ha introdotto importanti misure a sostegno del lavoro e dell’economia, tra le quali rientra la previsione di un credito d'imposta per la locazione di immobili ad uso non abitativo.

Dal 4 maggio 2020 molte attività – gradualmente e nel rispetto dei protocolli – hanno riaperto i battenti, seppur con grande sacrificio, date le notevoli perdite registrate durante il periodo di chiusura obbligatoria.

Ecco che il Governo, al fine di agevolare le imprese, ha previsto un incentivo che abbatterà il costo degli affitti commerciali per il trimestre aprile-giugno 2020.

Invero, l’art. 28 del Decreto Rilancio, 1° comma, dispone che: “al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell'ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”.

Tale credito spetta, inoltre, anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al   canone   di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell' attività istituzionale. Ancora, è previsto un credito di imposta nel caso di:

  • contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d'azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio   abituale   e   professionale dell'attività di lavoro autonomo. Tale credito risulta, però, inferiore, in quanto pari al 30% dell’ammontare dei relativi canoni di locazione, leasing o concessione.

Quanto, poi, alle strutture alberghiere e agrituristiche, il credito di imposta (al 60% o al 30% a seconda dei casi) spetta indipendentemente dal volume dei ricavi e compensi registrato nel periodo di imposta precedente.

Il credito d'imposta deve essere commisurato:

  • per le attività annuali, all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio;
  • per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale, all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno.

Bisogna, inoltre, sottolineare, che esso spetta solo a condizione che, in ciascuno dei suddetti mesi, i soggetti richiedenti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di

sostenimento della spesa ovvero in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni.

In alternativa il locatario può optare per la cessione del credito d’imposta al locatore o al concedente a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare.

Infine, il credito d’imposta può anche essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Il   credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, e non rileva ai

fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Esso non è, altresì, cumulabile con il credito d'imposta riconosciuto dall'articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 2020, n. 27, in relazione alle medesime spese sostenute.

Ricapitolando:

A CHI SPETTA IL CREDITO DI IMPOSTA?
Spetta a soggetti esercenti attività di Impresa, Arti e Professioni con ricavi o compensi minori o uguali a 5 milioni di euro con riferimento al periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020
 
IN CHE MISURA SPETTA IL CREDITO D'IMPOSTA?

Spetta nella misura del 60% dell'ammontare del canone mensile di locazione, leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati:

  • allo svolgimento di attività industriali, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico;
  • all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo

Spetta nella misura del 30% dell'ammontare del canone mensile in caso di contratti e servizi e prestazioni complesse o di affitto d'azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo

 
QUALI SONO LE MODALITA' IN CUI E' FRUIBILE?
  • Il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni
  • Il locatario può optare per la cessione del credito d’imposta al locatore o al concedente a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare
  • Il credito d’imposta può essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito
Di: Valentina Trifarò

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