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Coronavirus, qual è la sorte delle denunce penali anteriori all’entrata in vigore del D.L.n.19/2020?

Coronavirus, qual è la sorte delle denunce penali anteriori all’entrata in vigore del D.L.n.19/2020?

Il decreto legge D.L.n. 19/2020 cambia improvvisamente direzione per quel che concerne l’apparato sanzionatorio.  La condotta del cittadino che si traduce in una violazione delle norme anti-contagio non è più prevista dalle leggi come reato, bensì come illecito amministrativo. La diretta conseguenza del citato provvedimento è la repressione delle predette condotte con una sanziona amministrativa pecuniaria da 400 a 3.000 euro, salvo ovviamente che il fatto costituisca reato. Inoltre, se il mancato rispetto delle predette prescrizioni normative avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

A concretizzare la depenalizzazione delle condotte ivi esaminate è l’art. 4, comma 8, D.L.n.19/2020 il quale stabilisce la sostituzione della sanzione penale con quella amministrativa di tipo pecuniario per le violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Senza indagare a fondo sulla motivazione di tale decisione, per espressa previsione normativa, tutti coloro i quali hanno subito denunce penali saranno soggetti a una sanzione amministrativa nella misura minima ridotta alla metà.

A parere dello scrivente, il richiamo dell’art 650 c.p all’interno dei provvedimenti anti-contagio ha sortito perlopiù un effetto scenografico o, se si vuole usare un termine giuridico, un effetto deterrente.

A sostegno di quanto poc’anzi detto bisogna spiegare il c.d principio di specialità secondo cui, la sanzione penale prevista dall’art. 650 c.p. (fino a 3 mesi di reclusione e 206 € di ammenda), costituisce norma di natura sussidiaria.

Che cosa significa?

Senza voler impiegare fiumi d’inchiostro, la fattispecie incriminatrice di cui all’art 650 c.p. trova applicazione concreta solo quando una determinata condotta non sia sanzionata da altre norme penali o amministrative.

Pertanto, in virtù dell’entrata in vigore del richiamato decreto legge, tutte le denunce penali a carico dei cittadini cadono nel “dimenticatoio”. Resta intesto che, qualora la Procura competente dovesse notificare un decreto penale di condanna, bisognerà rivolgersi immediatamente a un avvocato.

Si potrà eccepire, nella giusta sede, una fondata opposizione a decreto penale di condanna al fine di far rilevare l’intervenuta depenalizzazione, evitando di  “sporcare” la fedina penale.

Il cittadino denunciato in data anteriore al D.L.n.19/2020 dovrà prestare molta attenzione: se riceverà una sanzione amministrativa al posto di quella penale, allora sarà intervenuto correttamente il meccanismo di conversione della sanzione da penale ad amministrativa previsto dall’art. 4, comma 8, D.L.n.19/2020.

Quanto poc’anzi esposto vale per la violazione posta in essere dal cittadino non contagiato.

Rimane invece la sanzione penale, anche a seguito dell’entrate in vigore del D.L. esaminato, per chi viola la quarantena o esce da casa nonostante l’accertata positività al covid-19.

Di: Fernando De Donato

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