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Coronavirus: Credito d’imposta per sanificazione ambienti di lavoro ed acquisto mascherine, detergenti e disinfettanti

Coronavirus: Credito d’imposta per sanificazione ambienti di lavoro ed acquisto mascherine, detergenti e disinfettanti

Dato l’imminente avvio della Fase 2 con la riapertura di molte attività, ma soprattutto per tutte quelle che in questo periodo hanno continuato ad essere operative, si porta in evidenza una misura importante prevista dagli ultimi Decreti legge approvati dal Governo, relativamente alla sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro tra cui l'acquisto di mascherine.

L’art. 64 del DL 18/2020, prevede un credito d'imposta in favore di esercenti attività di impresa, arte e professione nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti da lavoro, documentate e sostenute per ciascun beneficiario, fino ad un massimo di € 20.000,00.

Tuttavia, occorre precisare che, il credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, è ancora in attesa del Decreto Attuativo. Infatti, il c. 2 dell’art. 64 DL 18/2020, a cui rimanda anche l’art. 30 del DL 23/2020, ne prevedeva la pubblicazione entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL 18/2020 (di fatti entro il 16 Aprile 2020), affinché lo stesso stabilisse le modalità ed i criteri di fruizione del bonus fiscale.

In un primo momento, la norma faceva riferimento soltanto alla sanificazione degli ambienti di lavoro. Successivamente, così come disposto dall’art. 30 del DL 23/2020, il suddetto bonus è stato esteso anche alle spese per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

A tal proposito, si porta in evidenza la circolare n. 9/2020 dell’Agenzia delle Entrate relativa alle novità del DL 23/2020, la quale ha chiarito che la disposizione in esame amplia l’ambito oggettivo di applicazione del credito d’imposta già previsto dall’articolo 64 del decreto-legge n. 18 del 2020 per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, includendovi anche quelle sostenute nel 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero per l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi). Nella circolare, inoltre, si precisa che nel “beneficio” sono compresi anche detergenti per le mani e disinfettanti.

In attesa del Decreto Attuativo rimangono comunque delle perplessità; innanzitutto, il limite delle risorse stanziate dal governo è pari a 50 Milioni di euro per l’anno 2020, un po' pochi considerato che tale spesa diventerà sempre più importante per imprenditori e professionisti; inoltre, resta da capire quali attività rientrino nel termine “sanificazione” ed, infine, visto che la disposizione agevolativa non specifica che il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa e dell’Irap, lo stesso dovrebbe essere tassato.

Sempre in attesa del Decreto Attuativo, si consiglierebbe ai potenziali beneficiari, che in questo momento stanno comunque procedendo alla sanificazione dei locali e all’acquisto di dispositivi di protezione individuali (es. mascherine, visiere e tute di protezione, ecc.), di voler ragionevolmente adottare la seguente condotta, al fine di vedersi riconosciuto il suddetto credito d’imposta:

  • Richiedere al fornitore l’emissione della fattura;
  • accertarsi che all’interno della fattura sia riportata la seguente dicitura: “spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro ai sensi dell’art. 64 del DL 18/2020, art. 30 DL 23/2020 e circolare AE 9/2020”;
  • pagare la fattura tramite strumenti tracciati (Bonifico, assegno, ecc.).
Di: Fabrizio Martire

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