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“Decreto Rilancio”: La sospensione delle verifiche per i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni

“Decreto Rilancio”: La sospensione delle verifiche per i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni

Dato l’imminente avvio della fase 2, con la riapertura graduale di molte attività, si avverte un maggiore fabbisogno di liquidità da parte di imprese e professionisti. Il Consiglio dei Ministri, anche per venire incontro a tali esigenze è intervenuto con una serie di provvedimenti normativi tra cui il cosiddetto “Decreto Rilancio” (in corso di pubblicazione).

Tra le disposizioni contenute nel nuovo D.L., due sono le novità che prevedono la sospensione temporanea di due procedure, propedeutiche al pagamento dei crediti vantati dai fornitori della Pubblica Amministrazione, favorendo di conseguenza l’immissione di liquidità nel sistema: l’art. 156 relativo alla sospensione della compensazione tra crediti d’imposta e debiti iscritti a ruolo e l’art. 164 relativo alla sospensione delle verifiche ex art. 48-bis DPR n. 602 del 1973.

Per quanto riguarda il primo aspetto normativo, l'art. 28-ter del DPR n. 602 del 1973, in materia di riscossione delle imposte sul reddito, dispone che in sede di erogazione di un rimborso d'imposta, l'Agenzia delle Entrate verifica se il beneficiario risulta iscritto a ruolo e, in caso affermativo, trasmette in via telematica apposita segnalazione all'Agente della Riscossione che ha in carico il ruolo, mettendo a disposizione dello stesso le somme da rimborsare. Ricevuta la segnalazione, l'Agente della Riscossione notifica all'interessato una proposta di compensazione tra il credito d'imposta ed il debito iscritto a ruolo, sospendendo l'azione di recupero ed invitando il debitore a comunicare entro sessanta giorni, se intende accettare tale proposta. In caso di accettazione della proposta, l'Agente della Riscossione movimenta le somme di cui sopra e le riversa all’ente creditore, entro i limiti dell'importo complessivamente dovuto a seguito dell'iscrizione a ruolo. In caso di rifiuto della predetta proposta o di mancato tempestivo riscontro alla stessa, cessano gli effetti della sospensione dell’azione di recupero, e l'Agente della Riscossione comunica in via telematica all'Agenzia delle Entrate, che non ha ottenuto l'adesione dell'interessato alla proposta di compensazione.

Per effetto della norma prevista dal Decreto Rilancio, la verifica appena descritta, per tutto il 2020, non dovrebbe più scattare. Precisamente, l’art. 156 del suddetto Decreto dispone che per tutto il 2020, in sede di erogazione dei rimborsi fiscali, non si applica la compensazione tra il credito d’imposta ed il debito iscritto a ruolo, prevista dall’articolo 28-ter del D.P.R. n. 602/1973.

Così come previsto anche nella relazione illustrativa, in considerazione del periodo emergenziale in atto, con la finalità di immettere liquidità nel sistema economico anche a favore delle famiglie, la norma proposta consente di effettuare i rimborsi, nei confronti di tutti i contribuenti senza applicare la procedura di compensazione di cui dall’articolo 28-ter del D.P.R. n. 602/1973.

Per quanto riguarda invece, i fornitori della Pubblica Amministrazione, l’intenzione del Governo è quella di sospendere temporaneamente l’art. 48-bis del D.P.R. n. 602 del 1973, precisamente quel meccanismo che impone alle Pubbliche Amministrazioni e alle Società a Prevalente Partecipazione Pubblica di verificare, prima di effettuare un pagamento di importo superiore a 5mila euro, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento e, in caso affermativo, di bloccare le liquidazioni dei fornitori inadempienti e di segnalare la circostanza all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.

In tale circostanza, interviene l’art. 164 del Decreto Rilancio, il quale testualmente recita “Nel periodo di sospensione di cui all’articolo 68, commi 1 e 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27 non si applicano le disposizioni dell’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Le verifiche eventualmente già effettuate, anche in data antecedente a tale periodo, ai sensi del comma 1 dello stesso articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, per le quali l’agente della riscossione non ha notificato l’ordine di versamento previsto dall’articolo 72-bis, del medesimo decreto restano prive di qualunque effetto e le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché le società a prevalente partecipazione pubblica, procedono al pagamento a favore del beneficiario".

In sostanza, per il periodo dall’8 marzo (21 febbraio per i contribuenti con sede o domicilio nei comuni compresi nella prima “zona rossa”) fino al 31 maggio 2020, termine che il Decreto Rilancio ha esteso al 31 agosto 2020, viene sospeso il meccanismo dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, con buona pace degli Uffici Finanziari delle Pubbliche Amministrazioni e delle Società a Prevalente Partecipazione Pubblica i quali, fino al 31 agosto, non dovranno procedere a tale verifica per espressa disposizione normativa.

 
Di: Fabrizio Martire

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